Sicuramente molti di voi ne avranno sentito parlare, altri penseranno sia uno strano super alimento dai poteri magici, altri ancora avranno preso coraggio e avranno assaggiato questa pianta tipica delle terre andine… e all’assaggio saranno rimasti piacevolmente stupiti: perché sì, la quinoa non ha un gran sapore (anche se ne esistono diverse, dalle caratteristiche organolettiche differenti), ma si sposa con tantissimi ingredienti gustosi ed è veramente ricca in termini di nutrienti. Siete curiosi ora? Leggete qui. 

Dalle Ande con furore: alla conquista dell’occidente 

La Quinoa (Chenopodium quinoa) è una pianta erbacea millenaria, originaria delle regioni andine di Bolivia, Cile e Perù. Conosciuta come “la pianta madre”, la quinoa veniva considerata addirittura dono degli dei dalla popolazione Inca. Per la sua gradevole appetibilità e il suo straordinario valore biologico (come vedremo dopo), è amatissima soprattutto nei paesi occidentali, dove si sta proponendo come valido sostituto della pasta, viste la sue proprietà: 

  • senza glutine, quindi perfetta per i celiaci
  • altamente nutriente e dall’alto potere saziante
  • facilmente digeribile. 

La quinoa, fra l’altro, spicca fra gli alimenti funzionali e a consacrarla definitivamente è stata proprio l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), che dichiarò il 2013 “l’anno internazionale della Quinoa”. 

Le tre varietà di Quinoa 

Dicotiledone appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae (insieme agli spinaci e alle biete) viene spesso definita come pseudocereale, visto che i cereali, convenzionalmente, appartengono alla famiglia delle Graminacee monocotiledoni (come orzo, riso e mais). A livello botanico ne esistono più di 200 varietà, ma in commercio si trovano principalmente tre tipi di quinoa, distinguibili per il loro colore: avremo infatti quinoa rossa, quinoa nera e quinoa bianca. Quest’ultima possiede un basso quantitativo di saponine (dei terpeni, come spiegheremo dopo) e per questo risulta molto più dolce e delicata nel gusto rispetto le prime due, che, invece, presentano un gusto più deciso. 

Semini miracolosi: gli aspetti nutrizionali

L’aspetto più importante da ricordare è sicuramente questo: la quinoa di per sé non è ricchissima di proteine, ma quella bassa percentuale rilevata (circa il 17%) è di altissimo valore biologico. Cosa significa? Semplicemente, che le proteine presenti contengono tutti gli amminoacidi essenziali (ossia assimilabili solo mediante la dieta) facendo sì che la quinoa rappresenti una vera e propria eccezione fra tutti i cereali e pseudocereali che consumiamo abitualmente. 

Come gli altri semi, abbonda di carboidrati (circa il 70%), comprendenti amido, fibre e zuccheri complessi. Possiede una componente lipidica più alta rispetto agli altri cereali, ed in particolare abbonda di acido linoleico (un omega 6). Per quel che riguarda i micronutrienti, la quinoa è ricca di sali minerali e vitamine, specialmente tocoferoli (vitamina E) e acido folico

La quinoa è un “alimento funzionale”?

Consumare quinoa ci consente di apportare numerosi benefici al nostro organismo, proprio grazie alla sua ricchezza in nutrienti. Per questo, è stata definita un superfood (connotazione commerciale) o ancora meglio, un alimento funzionale

Un alimento viene definito “funzionale” quando, per una sua caratteristica intrinseca, è in grado di apportare benefici al nostro organismo, come preservare il nostro stato di salute o contribuire alla prevenzione di alcune patologie. Nella nostra dieta, in particolare proprio quella mediterranea, sono presenti tantissimi alimenti che, consumati secondo le dosi consuete, sono già perfettamente in grado di produrre effetti benefici. Qualche esempio pratico? L’olio d’oliva e lo yogurt. 

Unico “difetto”? Le saponine 

In questo caso, l’unico “difetto” di cui parleremo è la presenza delle saponine. Le saponine sono sostanze che fungono da detergenti e sono naturalmente presenti all’interno di alcuni vegetali: infatti, le ritroviamo spesso anche nei legumi (tant’è che cuocendoli non è affatto difficile notare una sorta di schiuma). In natura, le saponine fungono da deterrenti per l’attacco dei patogeni. Ad elevate concentrazioni possono effettivamente risultare tossiche, mentre a basse sono praticamente innocue. 

Come abbiamo già detto in precedenza, nella quinoa è possibile rilevare la presenza di saponine (in particolare, nella rossa e nella nera), ma la concentrazione è talmente bassa, da non rappresentare un pericolo per la nostra salute. La  presenza di saponine però incide sul gusto: poche saponine regaleranno un gusto dolce, mentre più saponine un gusto amaro. Se non siamo amanti dei gusti decisi, quindi, basterà sciacquare i semi prima di cuocerli e le saponine... spariranno! 

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