Dietro ogni scelta di acquisto fatta da un consumatore vi può essere un impatto significativo sulle condizioni di lavoro e di vita dei vari attori della filiera, come gli agricoltori e i produttori. Ci avevi mai pensato? Per questo motivo risulta fondamentale prestare attenzione al prezzo dei prodotti che si acquistano, in particolare per alcuni beni come il caffè, il , il cacao o la frutta, spesso provenienti dai paesi più poveri del mondo.

In generale, infatti, un prezzo di vendita particolarmente basso può celare una o più delle seguenti condizioni: impiego di materie prime o processi produttivi di bassa qualità;scarsa valorizzazione del marchio di vendita o assenza di quest’ultimo;condizioni contrattuali particolarmente stringenti con la distribuzione (solitamente a discapito delle aziende medio-piccole o poco conosciute);condizioni produttive caratterizzate da sfruttamento o scarsa tutela dei diritti dei lavoratori.

In questo scenario spicca per importanza il marchio Fairtrade, ormai divenuto la più conosciuta certificazione internazionale relativa al commercio equo solidale. Fairtrade nasce con l’intento di garantire al consumatore l’acquisto di beni ad un prezzo equo e vantaggioso tanto per gli operatori a monte quanto per quelli a valle della filiera produttiva. In particolare, le organizzazioni di produttori che vogliono utilizzare il marchio Fairtrade devono adottare una serie di regole tra cui una gestione interna su base democratica, bandire ogni tipo di discriminazione e di sfruttamento del lavoro (sia minorile che forzato) e garantire salari adeguati e tutele sanitarie minime agli operatori. Attraverso questo sistema, Fairtrade contribuisce dunque a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle filiere più vulnerabili, tipiche dei paesi più poveri.

Quali simboli Fairtrade si possono trovare in etichetta?

Il consumatore per riconoscere un prodotto equo solidale deve pertanto individuare in etichetta il marchio Fairtrade, che può presentarsi in varie forme. Vediamole insieme:

Marchio Fairtrade: è il tipico marchio nero ed è applicato su prodotti mono-ingrediente, come banane e caffè.

Marchio Fairtrade accompagnato da una freccia: è un marchio nero dotato di una freccia a destra ed è applicato su prodotti con più ingredienti certificati, come barrette di cioccolato o di cereali.

Ingrediente Fairtrade (FSI): è un marchio bianco ed indica che solo l’ingrediente scritto a lato del logo è stato certificato Fairtrade. Non va confuso con il marchio nero in cui tutti gli ingredienti trattati sono invece certificati.

Marchio FSP: si tratta del precursore dei marchi bianchi e da questi presto verrà sostituito. Ciò nonostante, oggi è possibile trovarlo in commercio con il medesimo significato del marchio “Ingrediente Fairtrade”. Per esempio il “Marchio Fairtrade cocoa program” ha lo stesso significato del “Marchio FSI Cacao”, ovvero che tutto il cacao contenuto nel prodotto è certificato, a differenza di altri ingredienti che potrebbero non esserlo.

Esistono poi ulteriori loghi utilizzati in ambito non alimentare quali:

Marchio Oro: è un marchio specifico che attesta che tutto l’oro usato in un gioiello è stato estratto e commercializzato in maniera etica. Può essere inciso all’interno del gioiello tramite la tecnica della punzonatura.

Marchio Cotone: indica che il prodotto è stato realizzato con cotone grezzo coltivato e commercializzato in maniera etica. Si tratta di un materiale direttamente tracciabile, che è stato tenuto separato dal cotone non Fairtrade in tutti gli stadi della lavorazione.

Standard Fairtrade per il Tessile: è utilizzato nei capi di abbigliamento e attesta che il cotone impiegato è stato prodotto nel rispetto delle regole Fairtrade.

Il Fairtrade oggi

Ad oggi il sistema di certificazione Fairtrade coinvolge 1.599 organizzazioni di produttori in 75 Paesi dell’Africa, del Sud America e dell’Asia, per un totale di 1,66 milioni di agricoltori e lavoratori. I prodotti certificati vengono immessi sul mercato in più di 150 Paesi in tutto il mondo e includono beni alimentari quali caffè, tè, cacao, zucchero, frutta fresca e secca, spezie e miele. Inoltre, vengono certificati prodotti non alimentari come cotone, oro, cosmetici, piante e fiori.

In Italia Fairtrade è presente dal 1994 e, al giorno d’oggi, i prodotti a marchio sono reperibili in 13.000 punti vendita della grande distribuzione per un valore del venduto complessivo pari a 145 milioni di euro. In Italia le insegne che hanno in assortimento dei prodotti a marchio Fairtrade sono: Aldi, Carrefour, Conad, Coop, Crai, Despar, Eurospar, Interspar, Eurospin, Selex, iN’s, Lidl, Mpreis e Pam. Inoltre, si stanno diffondendo negozi appositi, come Altromercato, in cui è possibile acquistare unicamente prodotti equo solidali con l’apposita dicitura.

Fairtrade Italia organizza periodicamente promozioni a punto vendita, eventi, cene tematiche e banchetti informativi per trasmettere in modo capillare ed incisivo l’idea dell’organizzazione. Al riguardo è importante citare un’iniziativa che ogni anno viene proposta durante il mese di ottobre dal nome “le settimane Fairtrade”. In questo periodo vengono definite grandi promozioni sui prodotti in store ed organizzate iniziative di sensibilizzazione con lo scopo di invogliare sempre più i consumatori a rivolgersi al commercio equo solidale.Seppure in Italia, come nel resto del mondo, il volume complessivo di prodotti Fairtrade sia ancora molto basso, il trend è in netto aumento e fa ben sperare per un futuro di consumatori più consapevoli.

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