Il mondo dei vegetali è ricchissimo di curiosità e stranezze. Scopriamone alcune insieme! Un consiglio? Prendi anche carta e penna…

6 curiosità sui vegetali che forse non conoscevi

Fake fruit: la mela

Col suo sapore delizioso e le varietà dai mille colori, la mela è apprezzatissima da tutti. Ma sapevi che si tratta di un falso frutto? O per lo meno, dal punto di vista botanico pare sia proprio così…

Nelle mele, con il passaggio dal fiore al frutto, ad accrescersi non è solamente l’ovario, ossia la parte del fiore che contiene i semi, ma anche un’altra parte, il ricettacolo (la parte basale del fiore stesso). È proprio questa parte a svilupparsi in quella parte carnosa e succosa che si addenta. Ma quindi qual è il vero frutto? Ebbene, il vero frutto è solamente il torsolo!

Prendi la genziana e digerirai anche i sassi

6 curiosità sui vegetali che forse non conoscevi

La genziana maggiore o genziana gialla è una pianta officinale tipica dell’alta montagna. Fin da tempi antichissimi è conosciuta per le sue proprietà: a livello della radice vengono infatti accumulate diverse sostanze digestive e disinfettanti. Fra le varie sostanze prodotte, spicca l’amarogentina, la sostanza più amara mai isolata in natura. Proprio grazie ai suoi principi attivi amaricanti, la genziana è in grado di stimolare la produzione di saliva, contenente enzimi digestivi, e di succhi gastrici. È per questo motivo che la genziana è considerata uno dei migliori digestivi naturali!L’ideale è degustarla in infusi o decotti, così ti sarà sicuramente possibile godere delle sue capacità digestive. Lo stesso non si può dire, invece, della sua versione alcolica, che resta comunque molto gradita. Ti riproponiamo così la ricetta per il Liquore di genziana, in 3 semplici passaggi, come tradizione abruzzese vuole:

  • Lascia macerare 40g di radici intere essiccate per ogni litro di vino bianco impiegato per almeno 40 giorni. È importante che le radici siano intere, così la corteccia donerà un profumo intenso ed un sapore amaro deciso ma piacevole e che il vino sia giovane e dalla spiccata acidità.
  • Rimuovi le radici e aggiungi un po’ di zucchero (solo un po’, così l’amaro risulterà più intenso) ed un terzo di alcool rispetto alla quantità di vino impiegata.
  • Lascia riposare di nuovo per altri 40 giorni e poi, finalmente, assaggia.

Peperoncino, ma perché sei così piccante?

6 curiosità sui vegetali che forse non conoscevi

Il peperoncino rientra sicuramente fra la spezie più amate nel mondo. Moltissime cucine ne fanno largo uso, da quella mediterranea a quella latina, fino a giungere a quella orientale, perché è in grado di mescolare due sensazioni opposte, durante l’assaggio: quella del piacere e quella del dolore.

Ma cosa rende il peperoncino così piccante? Il merito è della capsaicina, un alcaloide prodotto da ghiandole localizzate sulla parte interna e bianca della bacca di peperoncino, che viene assorbita dai semi, presenti in prossimità delle stesse ghiandole. Basterà rimuovere i semi, infatti, per eliminare la sensazione di piccante! Inoltre è giusto ricordare che la piccantezza non è un gusto (come il dolce o il salato), ma bensì una sensazione: infatti non è avvertita dalle papille gustative, ma piuttosto da termo-recettori. È per questo motivo che viene generalmente associata alla percezione di bruciore e calore!

Piangi a dirotto quando affetti le cipolle? Ecco perché

6 curiosità sui vegetali che forse non conoscevi

C’è chi ormai le ha provate tutte. C’è chi invece si è arreso e piange senza nemmeno sapere il perché. Ma prima di tutto, cerchiamo di capire perché si piange. Le cipolle (come l’aglio), nel momento del taglio liberano un enzima chiamato alliinasi,la quale converte le molecole solforate in molte sostanze odorose. L’enzima produce l’isoalliina (allicina nell’aglio) che si trasforma in acido sulfenico che a sua volta, grazie a un secondo enzima, si trasforma in una molecola chiamata tiopropanal-S-ossido. Questa molecola, chiamata anche “fattore lacrimogeno”, è molto volatile e quando raggiunge i nostri occhi scatena la lacrimazione. Queste particolari sostanze possiedono un ruolo molto importante in natura, ossia quello di difendere la pianta da eventuali attacchi esterni ed è per questo motivo che ci provocano così tanto fastidio!

  • Riponi le cipolle in freezer (5-10 minuti): la bassa temperatura ne rallenterà la produzione
  • Metti due gocce di aceto sul coltello: l’aceto, con la sua acidità, ne inibirà la formazione
  • Bagna il tagliere e la lama del coltello: poiché il fattore lacrimogeno è molto solubile in acqua, riduciamo il numero di molecole irritanti che possono raggiungere i nostri occhi.

Frutta senza semi: qual è la magia?

Amata dai più piccini, apprezzata dai più grandi, la frutta senza semi spopola da tempo fra i banchi dell’ortofrutta. Ma ti sei mai chiesto come si ottiene un frutto senza semi?

Innanzi tutto, dobbiamo fare alcune precisazioni, poiché non è sempre l’uomo a detenere la bacchetta magica (a discapito di quel che si poteva immaginare). Talvolta è proprio la natura a compiere la magia, come nel caso dell’uva sultanina, una varietà di uva senza semi che deriva da una mutazione genetica spontanea. Altre volte, invece, il merito è dell’uomo, come nel caso del clementino, un agrume sterile e senza semi ottenuto dall’incrocio di varietà di mandarino con varietà di arancio amaro. Un altro esempio ancora è l’anguria: per produrre la varietà priva di semi, viene utilizzata la colchicina, una sostanza in grado di indurre delle mutazioni, che in questo specifico caso, porteranno ad ottenere una variante di anguria senza semi.

Arrivato a questo punto forse ti sarai chiesto come fanno queste piante prive di semi a riprodursi? Semplice, si impiegano metodi di propagazione senza fecondazione, frequentissimi nel mondo vegetale. Questa procedura è resa possibile tagliando piccole porzioni di pianta, che successivamente vengono impiantate nel terreno. Da qui prendono vita nuove piantine, tutte generate partendo da un’unica pianta.

La Rosa di Gorizia: il radicchio più costoso al mondo

6 curiosità sui vegetali che forse non conoscevi

Riconosciuta tra i Prodotti agroalimentari tradizionali Friulani e Giuliani e come presidio Slow Food, la Rosa di Gorizia e senza dubbio un prodotto di nicchia. Saranno i pochi ettari coltivati ed il limitato terroir di produzione, saranno le lunghe e delicate fasi di lavorazione e la sua caratteristica forma a rosa, fatto sta che la Rosa di Gorizia è davvero una varietà di radicchio che vale la pena conoscere, promuovere e tutelare.

Questo particolare ortaggio, dal colore rosso brillante e dal sapore intenso, appena amarognolo, è amatissimo dagli chef stellati e ricercato fra tutti gli appassionati gourmet: il suo prezzo può arrivare anche a 16 €/kg, una cifra piuttosto alta, soprattutto se confrontata con il prezzo di un altro noto radicchio, il Trevigiano IGP, che viene venduto a 6-7 €/kg.

Come scegliere un tonno più sostenibile